L’economia circolare: cosa è e perché è così tanto importante

economia circolare

Viviamo in una realtà nella quale ogni cosa ha un’inizio e una fine.  Sappiamo che un prodotto viene creato, utilizzato e infine gettato via.

Questo sistema prende il nome di economia lineare.

È basato sull’estrazione di materie prime, sul consumo di massa e sullo scarto del prodotto una volta che questo non serve più.

Un modo di agire che ha causato enormi danni al nostro ambiente, come la contaminazione dei mari e della terra. Ha dato vita al dramma dei rifiuti, ha modificato il clima e infine ha aumentato sempre di più la disuguaglianza sociale.

Creare ➔ Utilizzare ➔ Buttare.

Semplici azioni che fanno parte della nostra quotidianità e che ormai consideriamo insostituibili.

Nonostante tu stia pensando che sia impossibile cambiare questa abitudine, devi sapere che una soluzione c’è, ed è molto più semplice di quanto tu possa immaginare.

Si chiama economia circolare e in questo articolo andiamo a scoprirla insieme.

Cosa è l’economia circolare?

L’economia circolare è un sistema economico che si rigenera da solo.

Secondo la Ellen MacArthur Foundation in un’economia di questo tipo i flussi materiali si dividono in due tipi:

  • biologici, quelli in grado di essere reintegrati nella biosfera
  • tecnici, quelli che sono destinati a essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera.

Questo tipo di economia è pianificato per riutilizzare i materiali nei cicli produttivi successivi, permettendo così la riduzione degli sprechi.

È un cerchio nel quale i materiali continuano a girare, senza mai perdere la loro utilità.

Un sistema nel quale viene cancellata l’idea di inizio e fine. Non esistono più rifiuti, perché ogni pezzo è pensato per essere materia prima di un prodotto nuovo.

Semplice e molto utile, vero?

Ma scopriamo ora quali sono i principi fondamentali di questa economia.

Principi fondamentali del sistema circolare

  • Riutilizzo dei rifiuti. L’obiettivo è quello di prendere tutto ciò che viene buttato e introdurlo nuovamente nel ciclo di produzione.
  • Fine dello spreco.  Diminuire l’abitudine che porta ad accumulare una marea di oggetti, che poi finiscono in scatoloni dimenticati. Creare un processo dove invece di possedere un oggetto, lo si utilizza come un servizio.
  • Fermare la morte prematura della materia. Evitare di buttare materie prime che sono completamente sane e ricominciare a riparare ciò che può essere aggiustato.

Sono sicuro che stai pian piano iniziando a immaginare finalmente a un capo di abbigliamento non più come a qualcosa che finirà nel bidone dell’immondizia una volta che non ti servirà più, ma a un elemento che potrà essere utilizzato per creare altri vestiti.

Il segreto per il cambiamento è proprio questo: cominciare a pensare in un’altra maniera.

Ora che abbiamo visto insieme i principi fondamentali di questa economia, ti spiego in maniera concreta come si svolge il processo circolare.

Come funziona l’economia circolare?

Il riutilizzo e l’eliminazione delle spreco sono la base di questa economia.

Per poter far sì che questo tipo di processo possa realmente permette di utilizzare di nuovo ogni materiale è importante mettere in atto determinate azioni.

Questo approccio è formato da quattro passi:

  1. Utilizzo di materiali non inquinanti e non derivanti dalla plastica.
  2. Concentrazione sulla qualità per allungare la vita dei capi.
  3. Supporto del tema del riciclo e del riuso.
  4. Valorizzazione di un utilizzo più efficiente delle risorse e delle energie rinnovabili.

I vantaggi dell’economia circolare

Gli studi stanno dimostrando come l’economia lineare non sia più sostenibile. Ti sarai sicuramente accorto anche tu che tutti i problemi che prima ti ho indicato non fanno altro che aumentare e rendono il nostro futuro incerto e pericoloso.

Attuare un modello economico circolare permetterebbe innanzitutto alle aziende un grande risparmio di costi, perché non dovrebbero più comprare i materiali vergini.

Ci sarebbe più spazio per le innovazioni e si verrebbe a creare un rapporto di fiducia reciproca con i clienti.

Permetterebbe una diminuzione fondamentale delle emissioni 

di gas serra, dello spreco di acqua, di risorse primarie e della fuoriuscita di materiali inquinanti.

Aumenterebbe la produttività del suolo.

Infine, le condizioni lavorative migliorerebbero grazie al mancato utilizzo di sostanze dannose per la salute delle persone.

Conclusioni

Il segreto per dare vita a dei cambiamenti che inizialmente sembrano impossibili è la costanza.

Starai sicuramente pensando che il tuo piccolo impegno giornaliero non potrà mai condizionare il mondo della moda e permettere il passaggio all’economia circolare.

Non devi assolutamente commettere questo errore ma continuare ad avere fiducia. Queste rivoluzioni richiedono tempo, impegno e volontà.

È molto importante che tu, consumatore, sia a conoscenza dei danni che il nostro atteggiamento può causare ma soprattutto di come anche tu possa cambiare l’andamento delle cose.

Inizia a dimenticare l’idea di creare, utilizzare e cestinare. Prova a pensare in maniera circolare, dove tutto è utile e i rifiuti non esistono più.

Questo è il primo passo per dare vita al cambiamento.

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