Join the Rifolution: i consigli low cost per essere più sostenibili nel 2020

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Chiunque abbia a cuore l’argomento è a conoscenza della situazione critica in cui versa il nostro pianeta, danneggiato da decenni dell’inquinamento sfrenato diretta conseguenza di una società e un mercato che troppo a lungo ha guardato soltanto al profitto ignorando –  o fingendo di ignorare – le conseguenze.

Negli ultimi anni la coscienza di molti si è risvegliata e con essa la realizzazione del fatto che se continuiamo a maltrattare l’ambiente potremmo trovarci entro pochi anni ad aver raggiunto un punto di non ritorno.

La buona notizia? Siamo ancora in tempo: secondo un rapporto della Global Commission on the Economy and Climate, fino al 2030 possiamo ancora invertire la tendenza.

E se è vero che serve una presa di coscienza da parte delle grandi industrie, è innegabile che ognuno di noi può contribuire a questa importantissima battaglia, partendo proprio da quei gesti che sembrano insignificanti.

Consumare meno carne, utilizzare in misura minore l’automobile, prestare particolare attenzione alla raccolta differenziata o agli sprechi: sono tutti piccoli gesti che possono fare la differenza e che fanno parte della Rifolution, la nostra campagna contro gli sprechi e a favore del riciclo e riutilizzo.

Con il 2020 ormai alle porte, perché non lanciarsi nell’anno nuovo con l’impegno di migliorare sempre più l’ambiente circostante? Ecco allora alcuni gesti che puoi adottare che non stravolgeranno la tua vita e nemmeno il tuo portafoglio.

Tecnologia? Sì, ma attento all’energia!

elettrodomestici classe a ++

Il mondo in cui viviamo prevede un utilizzo sempre più massiccio della tecnologia, oggetti a cui è praticamente impossibile rinunciare nella vita di tutti i giorni.

Proprio per questo utilizzo quotidiano, però, piccole accortezze possono avere un impatto decisamente diverso nei confronti dell’ambiente nel medio e lungo periodo.

Ad esempio, una cosa che ancora oggi in pochi fanno è quella di spegnere completamente televisioni ed eventuali decoder o lettori DVD nel momento in cui non vengono utilizzati. Lasciati in stand-by, questi continuano comunque a consumare energia inutilmente, creando danni all’ambiente e alle nostre tasche.

È importante anche valutare la classe energetica degli apparecchi – compresi frigorifero, lavatrice e lavastoviglie – per poi acquistare quelli con la valutazione più alta.

Vero è che inizialmente possono risultare più costosi, ma si tratta di uno sforzo economico che verrà ampiamente ripagato nel tempo grazie ai consumi più bassi. I vantaggi per l’ambiente, invece, saranno immediati!

Carta, lampadine e thermos

In un mondo sempre più tecnologico come quello in cui viviamo può sembrare davvero assurdo dover ricorrere ancora all’utilizzo della carta, che come sappiamo viene realizzata attraverso l’abbattimento di numerosi alberi.

Un danno al polmone verde del pianeta che oggi più che mai può essere evitato, certo non è facile smettere di utilizzare la carta, ma possiamo sicuramente inziare a pensarci due volte prima di strappare un pezzo di scottex oppure chiedere la ricevuta cartacea di un acquisto o ancora tenere i vecchi fogliacci per scrivere note e appunti.

E le lampadine? Ognuno di noi vive in un ambiente dove queste sono presenti in abbondanza, ma forse non tutti sanno che sceglierne una di tipo CFL (Compact Fluorescent Lamp, lampada fluorescente compatta), oppure a LED, può aiutare in modo determinante l’ambiente.

Per prima cosa questo tipo di lampadine può durare fino a cinque volte di più rispetto a una lampadina tradizionale, in secondo luogo consumano una quantità minore di energia. Se a questo aggiungiamo che fanno più luce, e quindi è necessario utilizzarne un numero minore, i conti sono presto fatti.

È ormai noto che la plastica sta strangolando ogni anno che passa il nostro pianeta: i nostri oceani presentano oggi enormi isole composte da rifiuti di questo materiale e, secondo un articolo del Guardian, entro il 2050 il mare ospiterà più plastica che pesci.

Un allarme che invita chiunque abbia a cuore le sorti del mondo in cui viviamo, e che lasceremo alle future generazioni, a intervenire in modo attivo e istantaneo.

Detto che la mobilitazione contro l’utilizzo di prodotti usa e getta come cannucce, posate e piatti di plastica ha portato ad un loro progressivo abbandono, è importante ridurre anche l’utilizzo delle bottigliette d’acqua.

Puoi farlo ad esempio acquistando un thermos di acciaio, lavabile e riutilizzabile e realizzato per contenere indifferentemente bevande fredde o calde. A guadagnarci saranno tanto le tue tasche quanto l’ambiente! Se non sai verso quale marca orientarti, dai un’occhiata al thermos Rifò, è perfetto sia per tenere l’acqua al fresco che per le bevande calde.

Tote bag e retine in poliestere per fare la spesa

Altra buona abitudine che si sta diffondendo nella popolazione, anche se esiste ancora molto margine di miglioramento, è quella di utilizzare borse di tela al posto delle buste di plastica nel momento in cui decidiamo di andare a fare la spesa.

Tanto al supermercato quanto al piccolo negozio sotto casa, le cosiddette “tote bag” aiutano l’ambiente andando a ridurre in modo significativo la produzione e il consumo dei sacchetti usa e getta.

Nei casi in cui proprio non possiamo fare a meno dei sacchetti di plastica è buona abitudine riutilizzarli almeno una volta, ad esempio per raccogliere altri prodotti di plastica destinati allo smaltimento, oppure utilizzare quelli compostabili per differenziare l’umido.

Le borse di tela sono comunque un oggetto di cui non dovremmo fare mai a meno, dato che se tenute con cura possono durare anni e sono sempre più utilizzate per uscire oltre che per lo shopping.

E per quanto riguarda frutta e verdura? Per abbassare l’impatto ambientale derivante dai numerosi sacchetti di plastica sono da tempo disponibili retine lavabili e riutilizzabili, realizzate in poliestere e dal peso di 8 grammi, lo stesso su cui sono tarate le bilance utilizzate per pesare gli ortaggi prima di andare alla cassa.

Purtroppo questi oggetti non sono ancora diffusi a sufficienza e soprattutto non è chiaro quanto siano accettati dai supermercati. Per muovere davvero il motore dell’ecologia recati nel tuo supermercato e chiedi come si stanno muovendo per introdurre le retine per pesare frutta e verdura.

In questo modo renderai evidente la necessità di tanti consumatori!

Per l’igiene personale spazzolini in bambù e prodotti solidi zero waste

Le vecchie buste per la spesa sono realizzate in polietilene, uno dei materiali che più contribuiscono all’inquinamento dei nostri mari insieme al polipropilene.

Quest’ultimo materiale è largamente utilizzato nella produzione degli spazzolini di plastica, della durata media di circa 3 o 4 mesi e che una volta esaurito il loro compito vengono buttati via con notevole danno per l’ambiente.

Prova a moltiplicare infatti 3 o 4 spazzolini all’anno per tutti i milioni di persone che si lavano i denti. Calcola che ognuno di questi può richiedere fino a mille anni per essere smaltito dalla natura e avrai un’idea di come una sana abitudine possa rivelarsi dannosa per l’ecosistema.

Perché non utilizzare allora gli spazzolini in bambù? Hanno un costo equiparabile a quelli in plastica – si trovano in commercio dai 2 ai 10 euro circa – e sono perfettamente biodegradabili, al punto che una volta terminato il proprio ciclo di utilizzo possono essere tranquillamente gettati nell’umido.

Anche le setole, realizzate in Nylon 6, sono in possesso di questa proprietà che è invece assente nel nylon con cui vengono prodotte le setole tradizionali.

Ancora meglio abbinare l’utilizzo degli spazzolini in bambù a quello del dentifricio solido, un prodotto che si sta diffondendo sempre più e che rinuncia al classico tubetto – inquinante e difficile da smaltire – presentandosi invece “nudo e crudo”: basterà bagnare le setole del nostro spazzolino e sfregarlo sul prodotto, che di solito si presenta come un cubetto, e avremo ancora una volta aiutato il pianeta!

Del resto la plastica utilizzata per il packaging costa ogni anno all’industria la bellezza di 120 milioni di dollari e nel 95% dei casi viene gettata dopo il primo utilizzo. Uno spreco enorme di soldi e risorse che potrebbero essere utilizzate sicuramente in modo migliore.

Ed ecco che oltre al dentifricio abbiamo anche i cosmetici solidi, basati sullo stesso principio del dentifricio.

In linea con la filosofia zero waste, che punta a ridurre il più possibile i rifiuti legati al packaging, diciamo addio a confezioni e flaconi e per il 2020 proponiamoci di scegliere saponi, shampoo, bagnoschiuma e balsami privi di confezioni inutili, inquinanti e spesso anche costose: calcolato che il packaging incide del 40% sul costo finale, è scontato ritenere che questi soldi sia meglio investirli in prodotti di qualità.

Il loro costo non è irrisorio, molto spesso si tratta di prezzi che variano dai 6 ai 10 euro per uno shampo o un bagnoschiuma, ma prima di scegliere considerate sempre la quantità di prodotto: molto spesso questi prodotti infatti evitano gli sprechi e durano più a lungo di una normale bottiglia di sapone liquido.

Sempre in relazione all’igiene personale c’è un altro oggetto che ti svolterà la vita e che farà del bene all’ambiente: il bastoncino per la pulizia delle orecchie in silicone (dai 5 ai 10 euro). Ok, è in silicone, ma vuoi mettere uno per tutta la vita contro le migliaia che utilizziamo durante l’anno e che finiscono negli oceani?

Infine, per struccarsi? Scegli i dischetti in microfibra lavabili, sono venduti in pacchi multipli e avranno una lunghissima vita.

Mentre come prodotto puoi provare l’utilizzo dell’olio di cocco, quello che viene utilizzato anche per uso culinario: viene venduto in barattoli di vetro e in inverno si trova allo stato solido. Strofinandoci sopra i dischetti struccanti potrai prelevare una quantità minima di prodotto, ma sufficiente per lo scopo che devi raggiungere.

Un acquisto che ti permetterà davvero di risparmiare molto denaro!

Conclusioni

Abbiamo visto come sia possibile, con qualche piccola accortezza, contribuire quotidianamente tanto alla nostra salute quanto a quella del pianeta. Quante di queste abitudini hai già adottato nello scorso anno? Quante faranno parte del tuo 2020?

Vivere in modo equo e rispettoso dell’ambiente che ci circonda è possibile. Tanti piccoli gesti possono davvero cambiare il mondo in cui viviamo, di questo noi di Rifò siamo fermamente convinti.

Ed è proprio questo il principio alla base della campagna che abbiamo lanciato ormai da tempo e a cui tutti potete aderire, mostrandoci su Instagram i vostri metodi di risparmio con l’hashtag #rifolution oppure acquistando uno dei prodotti disponibili nel nostro store online.

Join the Rifolution!